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	<title>Commenti per Parliamone</title>
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	<description>Il blog del Centro Ricerche Personaliste di Teramo</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Jun 2010 13:19:56 +0200</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su L’INCRESCIOSA QUESTIONE DONNE CHE TURBA L’ESTABLISHMENT IDV di Onerpo</title>
		<link>http://parliamone.prospettivapersona.it/2010/02/11/l%e2%80%99incresciosa-questione-donne-che-turba-l%e2%80%99establishment-idv/comment-page-1/#comment-75</link>
		<dc:creator>Onerpo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 13:19:56 +0000</pubDate>
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		<description>RIMBORSI ELETTORALI IDV:  IL 30 GIUGNO TRIBUNALE DECIDE SU DISCRIMINAZIONE DONNE

Roma, 21 giu - Chi può davvero accertare che i fondi assegnati dalla legge ai partiti per la promozione della partecipazione delle donne alla politica siano realmente impiegati per questo fine? Esiste una via legale per appurare che le donne all’interno dei partiti non vengano discriminate, oppure l’operato dei leader politici è totalmente sottratto da ogni forma di controllo che non sia il generico (auto)accertamento di revisione contabile del Parlamento? Leggi specifiche come la 157/99 sui fondi elettorali - al cui adempimento i partiti paiono inderogabilmente tenuti - hanno una cogenza effettiva o solo virtuale?

Questi i temi della conferenza stampa che si terrà sabato prossimo, 26 giugno, alle ore 11 presso la sala Simonetta Tosi della Casa Internazionale delle Donne (via della Lungara, 19), alla vigilia della causa per discriminazione femminile promossa dalla vice presidente dell’osservatorio Onerpo, dott.ssa  Wanda Montanelli, responsabile nazionale donne Idv al momento dell’avvio - due anni fa - del procedimento legale presso il Tribunale di Milano contro il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

“La nostra è una causa pilota – spiega la Montanelli che prima dell’avvio della azione legale ha fatto anche un lunghissimo sciopero della fame di 42 giorni, interrotto su richiesta del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – intrapresa soltanto dopo aver seguito tutti gli adempimenti formali previsti dalle normative parlamentari e partitiche, come il ricorso al Collegio dei Revisori della Camera dei Deputati che tuttavia ha poteri limitati, potendo operare un mero controllo contabile sulla regolarità dei bilanci e non anche esprimersi nel merito dell’effettivo utilizzo dei fondi per le finalità previste dalla legge. 

Alla conferenza, che precede di quattro giorni l’udienza del Tribunale di Milano (mercoledì 30 giugno 2010, ruolo generale n. 13773/2008), prenderanno parte l’avv. Maddalena Claudia del Re, l’avv. Gianmarco Cesari, presidente dell’Osservatorio Vittime L.I.D.U, la dott.ssa Aura Nobolo, presidente dell’osservatorio Onerpo per il rispetto delle pari opportunità, la giornalista Daniela Brancati, già direttrice del Tg3 e prima donna a dirigere un telegiornale nazionale, Milena Carone dell’UDI, Unione Donne in Italia, la prof. Anna Rossi, docente universitaria già componente Consulta Donne Idv, e la presidente di Eudonna, Giovanna Sorbelli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>RIMBORSI ELETTORALI IDV:  IL 30 GIUGNO TRIBUNALE DECIDE SU DISCRIMINAZIONE DONNE</p>
<p>Roma, 21 giu &#8211; Chi può davvero accertare che i fondi assegnati dalla legge ai partiti per la promozione della partecipazione delle donne alla politica siano realmente impiegati per questo fine? Esiste una via legale per appurare che le donne all’interno dei partiti non vengano discriminate, oppure l’operato dei leader politici è totalmente sottratto da ogni forma di controllo che non sia il generico (auto)accertamento di revisione contabile del Parlamento? Leggi specifiche come la 157/99 sui fondi elettorali &#8211; al cui adempimento i partiti paiono inderogabilmente tenuti &#8211; hanno una cogenza effettiva o solo virtuale?</p>
<p>Questi i temi della conferenza stampa che si terrà sabato prossimo, 26 giugno, alle ore 11 presso la sala Simonetta Tosi della Casa Internazionale delle Donne (via della Lungara, 19), alla vigilia della causa per discriminazione femminile promossa dalla vice presidente dell’osservatorio Onerpo, dott.ssa  Wanda Montanelli, responsabile nazionale donne Idv al momento dell’avvio &#8211; due anni fa &#8211; del procedimento legale presso il Tribunale di Milano contro il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.</p>
<p>“La nostra è una causa pilota – spiega la Montanelli che prima dell’avvio della azione legale ha fatto anche un lunghissimo sciopero della fame di 42 giorni, interrotto su richiesta del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – intrapresa soltanto dopo aver seguito tutti gli adempimenti formali previsti dalle normative parlamentari e partitiche, come il ricorso al Collegio dei Revisori della Camera dei Deputati che tuttavia ha poteri limitati, potendo operare un mero controllo contabile sulla regolarità dei bilanci e non anche esprimersi nel merito dell’effettivo utilizzo dei fondi per le finalità previste dalla legge. </p>
<p>Alla conferenza, che precede di quattro giorni l’udienza del Tribunale di Milano (mercoledì 30 giugno 2010, ruolo generale n. 13773/2008), prenderanno parte l’avv. Maddalena Claudia del Re, l’avv. Gianmarco Cesari, presidente dell’Osservatorio Vittime L.I.D.U, la dott.ssa Aura Nobolo, presidente dell’osservatorio Onerpo per il rispetto delle pari opportunità, la giornalista Daniela Brancati, già direttrice del Tg3 e prima donna a dirigere un telegiornale nazionale, Milena Carone dell’UDI, Unione Donne in Italia, la prof. Anna Rossi, docente universitaria già componente Consulta Donne Idv, e la presidente di Eudonna, Giovanna Sorbelli.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Bertone sullo scandalo pedofilia di Torrance</title>
		<link>http://parliamone.prospettivapersona.it/2010/04/09/bertone-sullo-scandalo-pedofilia/comment-page-1/#comment-67</link>
		<dc:creator>Torrance</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 22:21:50 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;i&gt;“No words of mine could describe the pain&#8230;Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore ed il danno recati da tale abuso. È importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un’amorevole attenzione pastorale. Né posso descrivere in modo adeguato il danno verificatosi all’interno della comunità della Chiesa. Sono già stati fatti grandi sforzi per affrontare in modo onesto e giusto questa tragica situazione e per assicurare che i bambini – che il nostro Signore ama così profondamente e che sono il nostro tesoro più grande – possano crescere in un ambiente sicuro”.Un momento delicato e toccante matura nel pomeriggio di quella giornata. Nella Cappella della Nunziatura a Washington, Benedetto XVI riceve alcune vittime di abusi sessuali da parte del clero, ascolta le loro storie, li consola, incoraggia le loro famiglie. Una scena che si ripete in modo analogo tre mesi dopo. Lo scenario questa volta è l’Australia, dove il Pontefice si è recato per gli atti conclusivi della Gmg. L’incontro avviene a Sydney il 21 luglio, durante una Messa che il Papa celebra alla presenza di un gruppo rappresentativo di vittime. Ma anche in questo caso, già sull’aereo che il 12 luglio è in viaggio per l’Australia, Benedetto XVI condanna la pedofilia e quella corrente di pensiero che a metà del secolo scorso aveva tentato di affrancarla:“Now, it must be stated clearly&#8230;Ora, chiariamo che la dottrina cattolica non ha mai fatto sua questa idea. Esistono cose che sono sempre cattive, e la pedofilia è sempre cattiva. Nella nostra educazione, nei seminari, nella formazione permanente che offriamo ai sacerdoti dobbiamo aiutarli a essere veramente vicini a Cristo (…) quindi, faremo tutto il possibile per chiarire qual è l&#8217;insegnamento della Chiesa e per aiutare nell&#8217;educazione, nella preparazione al sacerdozio (&#8230;) Penso che questo sia il senso fondamentale del ‘chiedere scusa’.”&lt;/i&gt;
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		<content:encoded><![CDATA[<p><i>“No words of mine could describe the pain&#8230;Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore ed il danno recati da tale abuso. È importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un’amorevole attenzione pastorale. Né posso descrivere in modo adeguato il danno verificatosi all’interno della comunità della Chiesa. Sono già stati fatti grandi sforzi per affrontare in modo onesto e giusto questa tragica situazione e per assicurare che i bambini – che il nostro Signore ama così profondamente e che sono il nostro tesoro più grande – possano crescere in un ambiente sicuro”.Un momento delicato e toccante matura nel pomeriggio di quella giornata. Nella Cappella della Nunziatura a Washington, Benedetto XVI riceve alcune vittime di abusi sessuali da parte del clero, ascolta le loro storie, li consola, incoraggia le loro famiglie. Una scena che si ripete in modo analogo tre mesi dopo. Lo scenario questa volta è l’Australia, dove il Pontefice si è recato per gli atti conclusivi della Gmg. L’incontro avviene a Sydney il 21 luglio, durante una Messa che il Papa celebra alla presenza di un gruppo rappresentativo di vittime. Ma anche in questo caso, già sull’aereo che il 12 luglio è in viaggio per l’Australia, Benedetto XVI condanna la pedofilia e quella corrente di pensiero che a metà del secolo scorso aveva tentato di affrancarla:“Now, it must be stated clearly&#8230;Ora, chiariamo che la dottrina cattolica non ha mai fatto sua questa idea. Esistono cose che sono sempre cattive, e la pedofilia è sempre cattiva. Nella nostra educazione, nei seminari, nella formazione permanente che offriamo ai sacerdoti dobbiamo aiutarli a essere veramente vicini a Cristo (…) quindi, faremo tutto il possibile per chiarire qual è l&#8217;insegnamento della Chiesa e per aiutare nell&#8217;educazione, nella preparazione al sacerdozio (&#8230;) Penso che questo sia il senso fondamentale del ‘chiedere scusa’.”</i><br />
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	<item>
		<title>Commenti su Bertone sullo scandalo pedofilia di dandini</title>
		<link>http://parliamone.prospettivapersona.it/2010/04/09/bertone-sullo-scandalo-pedofilia/comment-page-1/#comment-34</link>
		<dc:creator>dandini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 18:02:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://parliamone.prospettivapersona.it/?p=57#comment-34</guid>
		<description>La Lettera ai cattolici d&#039;Irlanda è solo l’ultima presa di posizione di Benedetto XVI sullo scandalo degli abusi sessuali sui minori all’interno della Chiesa. Con sofferenza e determinazione, specie negli ultimi quattro anni, il Papa ha affrontato in diverse circostanze il grave fenomeno, con parole di netta condanna per i colpevoli e di pietà per le vittime. Alessandro De Carolis le ricorda in sintesi in questo servizio: 

“Profonda vergogna” per gli abusi e per un tradimento così ignominioso da parte di un ministro consacrato. Schiettezza nel riconoscere l’errata gestione del fenomeno nel passato, rigore nel colpirlo, ma soprattutto solidarietà e “assistenza” alle vittime, accompagnate da una volontà di “riconciliazione” e da un deciso lavoro di rinnovamento morale del clero e della società. Sono questi i concetti-cardine che Benedetto XVI ha messo in chiaro in questi anni, ogniqualvolta la situazione di Chiese particolari – in Irlanda, Stati Uniti, Australia, Canada – ha reso necessario un suo intervento sui temi degli abusi sui minori. E’ un sabato, il 28 ottobre 2006, quando proprio al cospetto dei vescovi irlandesi che sono in Vaticano in visita ad Limina, il Papa si sofferma su casi di abuso – tanto più “dolorosi”, ammette, quando a “compierli è un ecclesiastico” – delineando una linea di comportamento:
 
“It is important to establish the truth…
E’ importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi”. 
Il 15 aprile 2008, Benedetto XVI è in volo verso gli Stati Uniti dove è consapevole che ad attenderlo vi sono una Chiesa in “crisi” per lo scandalo e una società che aspetta da lui parole di giustizia. E il Pontefice non si sottrae fin dalle risposte offerte ai cronisti che lo interpellano sull’aereo papale: 
“We will absolutely exclude paedophiles from...
Escluderemo rigorosamente i pedofili dal sacro ministero: è assolutamente incompatibile e chi è veramente colpevole di essere pedofilo non può essere sacerdote. Ecco, a questo primo livello possiamo fare giustizia ed aiutare le vittime, che sono profondamente provate (…) Poi, c’è il piano pastorale. Le vittime avranno bisogno di guarire e di aiuto e di assistenza e di riconciliazione”.
 
Il giorno successivo, il 16 aprile, incontrando i vescovi statunitensi a Washington, Benedetto XVI afferma pubblicamente di provare “profonda vergogna” per quanto è successo. Confessa un “enorme dolore” per il “comportamento gravemente immorale” di tanti sacerdoti e riconosce che la pur non facile vicenda “è stata talvolta gestita in pessimo modo”. La pietà del Papa è tutta per le vittime degli abusi e lo sprone per i vescovi è perché adottino “misure e strategie” a tutela dei soggetti più “vulnerabili”, i bambini:
 
“Children deserve to grow up with…
I bambini hanno diritto di crescere con una sana comprensione della sessualità e il ruolo che le è proprio nelle relazioni umane. Ad essi dovrebbero essere risparmiate le manifestazioni degradanti e la volgare manipolazione della sessualità oggi così prevalente; essi hanno il diritto di essere educati negli autentici valori morali radicati nella dignità della persona umana&quot;. 
C’è in queste parole un’eco nemmeno troppo lontana per quella dura frase di Gesù del Vangelo di Marco – “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare – rievocata dal Papa l’8 febbraio di quest’anno nell’udienza alla plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Un’eco presente anche il 17 aprile 2008, nella Messa celebrata al Nationals Stadium di Washington, quando dopo averlo fatto con i vescovi per il Papa arriva il momento di esprimere la propria sofferenza e il proprio desiderio di rinascita al cospetto dell’intera America:
 
“No words of mine could describe the pain...
Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore ed il danno recati da tale abuso. È importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un’amorevole attenzione pastorale. Né posso descrivere in modo adeguato il danno verificatosi all’interno della comunità della Chiesa. Sono già stati fatti grandi sforzi per affrontare in modo onesto e giusto questa tragica situazione e per assicurare che i bambini – che il nostro Signore ama così profondamente e che sono il nostro tesoro più grande – possano crescere in un ambiente sicuro”. 
Un momento delicato e toccante matura nel pomeriggio di quella giornata. Nella Cappella della Nunziatura a Washington, Benedetto XVI riceve alcune vittime di abusi sessuali da parte del clero, ascolta le loro storie, li consola, incoraggia le loro famiglie. Una scena che si ripete in modo analogo tre mesi dopo. Lo scenario questa volta è l’Australia, dove il Pontefice si è recato per gli atti conclusivi della Gmg. L’incontro avviene a Sydney il 21 luglio, durante una Messa che il Papa celebra alla presenza di un gruppo rappresentativo di vittime. Ma anche in questo caso, già sull’aereo che il 12 luglio è in viaggio per l’Australia, Benedetto XVI condanna la pedofilia e quella corrente di pensiero che a metà del secolo scorso aveva tentato di affrancarla: 
“Now, it must be stated clearly...
Ora, chiariamo che la dottrina cattolica non ha mai fatto sua questa idea. Esistono cose che sono sempre cattive, e la pedofilia è sempre cattiva. Nella nostra educazione, nei seminari, nella formazione permanente che offriamo ai sacerdoti dobbiamo aiutarli a essere veramente vicini a Cristo (…) quindi, faremo tutto il possibile per chiarire qual è l&#039;insegnamento della Chiesa e per aiutare nell&#039;educazione, nella preparazione al sacerdozio (...) Penso che questo sia il senso fondamentale del ‘chiedere scusa’.”
 
E il Papa non si stanca di manifestare il proprio dispiacere una settimana più tardi, nella Messa concelebrata con il clero locale, condannando “in modo inequivocabile” quelli che definisce “misfatti che costituiscono un così grave tradimento della fiducia”. E ancora, quello degli abusi è un dolore che si rinnova il 29 aprile 2009, quando Benedetto XVI riceve in udienza una delegazione di aborigeni canadesi. Durante l’incontro si parla, tra l’altro, delle violenze fisiche e sessuali inflitte ad alcuni dei bambini autoctoni che frequentavano le scuole cosiddette “residenziali” istituite a fine Ottocento dal governo federale canadese e in parte gestite dalla Chiesa locale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La Lettera ai cattolici d&#8217;Irlanda è solo l’ultima presa di posizione di Benedetto XVI sullo scandalo degli abusi sessuali sui minori all’interno della Chiesa. Con sofferenza e determinazione, specie negli ultimi quattro anni, il Papa ha affrontato in diverse circostanze il grave fenomeno, con parole di netta condanna per i colpevoli e di pietà per le vittime. Alessandro De Carolis le ricorda in sintesi in questo servizio: </p>
<p>“Profonda vergogna” per gli abusi e per un tradimento così ignominioso da parte di un ministro consacrato. Schiettezza nel riconoscere l’errata gestione del fenomeno nel passato, rigore nel colpirlo, ma soprattutto solidarietà e “assistenza” alle vittime, accompagnate da una volontà di “riconciliazione” e da un deciso lavoro di rinnovamento morale del clero e della società. Sono questi i concetti-cardine che Benedetto XVI ha messo in chiaro in questi anni, ogniqualvolta la situazione di Chiese particolari – in Irlanda, Stati Uniti, Australia, Canada – ha reso necessario un suo intervento sui temi degli abusi sui minori. E’ un sabato, il 28 ottobre 2006, quando proprio al cospetto dei vescovi irlandesi che sono in Vaticano in visita ad Limina, il Papa si sofferma su casi di abuso – tanto più “dolorosi”, ammette, quando a “compierli è un ecclesiastico” – delineando una linea di comportamento:</p>
<p>“It is important to establish the truth…<br />
E’ importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi”.<br />
Il 15 aprile 2008, Benedetto XVI è in volo verso gli Stati Uniti dove è consapevole che ad attenderlo vi sono una Chiesa in “crisi” per lo scandalo e una società che aspetta da lui parole di giustizia. E il Pontefice non si sottrae fin dalle risposte offerte ai cronisti che lo interpellano sull’aereo papale:<br />
“We will absolutely exclude paedophiles from&#8230;<br />
Escluderemo rigorosamente i pedofili dal sacro ministero: è assolutamente incompatibile e chi è veramente colpevole di essere pedofilo non può essere sacerdote. Ecco, a questo primo livello possiamo fare giustizia ed aiutare le vittime, che sono profondamente provate (…) Poi, c’è il piano pastorale. Le vittime avranno bisogno di guarire e di aiuto e di assistenza e di riconciliazione”.</p>
<p>Il giorno successivo, il 16 aprile, incontrando i vescovi statunitensi a Washington, Benedetto XVI afferma pubblicamente di provare “profonda vergogna” per quanto è successo. Confessa un “enorme dolore” per il “comportamento gravemente immorale” di tanti sacerdoti e riconosce che la pur non facile vicenda “è stata talvolta gestita in pessimo modo”. La pietà del Papa è tutta per le vittime degli abusi e lo sprone per i vescovi è perché adottino “misure e strategie” a tutela dei soggetti più “vulnerabili”, i bambini:</p>
<p>“Children deserve to grow up with…<br />
I bambini hanno diritto di crescere con una sana comprensione della sessualità e il ruolo che le è proprio nelle relazioni umane. Ad essi dovrebbero essere risparmiate le manifestazioni degradanti e la volgare manipolazione della sessualità oggi così prevalente; essi hanno il diritto di essere educati negli autentici valori morali radicati nella dignità della persona umana&#8221;.<br />
C’è in queste parole un’eco nemmeno troppo lontana per quella dura frase di Gesù del Vangelo di Marco – “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare – rievocata dal Papa l’8 febbraio di quest’anno nell’udienza alla plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Un’eco presente anche il 17 aprile 2008, nella Messa celebrata al Nationals Stadium di Washington, quando dopo averlo fatto con i vescovi per il Papa arriva il momento di esprimere la propria sofferenza e il proprio desiderio di rinascita al cospetto dell’intera America:</p>
<p>“No words of mine could describe the pain&#8230;<br />
Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore ed il danno recati da tale abuso. È importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un’amorevole attenzione pastorale. Né posso descrivere in modo adeguato il danno verificatosi all’interno della comunità della Chiesa. Sono già stati fatti grandi sforzi per affrontare in modo onesto e giusto questa tragica situazione e per assicurare che i bambini – che il nostro Signore ama così profondamente e che sono il nostro tesoro più grande – possano crescere in un ambiente sicuro”.<br />
Un momento delicato e toccante matura nel pomeriggio di quella giornata. Nella Cappella della Nunziatura a Washington, Benedetto XVI riceve alcune vittime di abusi sessuali da parte del clero, ascolta le loro storie, li consola, incoraggia le loro famiglie. Una scena che si ripete in modo analogo tre mesi dopo. Lo scenario questa volta è l’Australia, dove il Pontefice si è recato per gli atti conclusivi della Gmg. L’incontro avviene a Sydney il 21 luglio, durante una Messa che il Papa celebra alla presenza di un gruppo rappresentativo di vittime. Ma anche in questo caso, già sull’aereo che il 12 luglio è in viaggio per l’Australia, Benedetto XVI condanna la pedofilia e quella corrente di pensiero che a metà del secolo scorso aveva tentato di affrancarla:<br />
“Now, it must be stated clearly&#8230;<br />
Ora, chiariamo che la dottrina cattolica non ha mai fatto sua questa idea. Esistono cose che sono sempre cattive, e la pedofilia è sempre cattiva. Nella nostra educazione, nei seminari, nella formazione permanente che offriamo ai sacerdoti dobbiamo aiutarli a essere veramente vicini a Cristo (…) quindi, faremo tutto il possibile per chiarire qual è l&#8217;insegnamento della Chiesa e per aiutare nell&#8217;educazione, nella preparazione al sacerdozio (&#8230;) Penso che questo sia il senso fondamentale del ‘chiedere scusa’.”</p>
<p>E il Papa non si stanca di manifestare il proprio dispiacere una settimana più tardi, nella Messa concelebrata con il clero locale, condannando “in modo inequivocabile” quelli che definisce “misfatti che costituiscono un così grave tradimento della fiducia”. E ancora, quello degli abusi è un dolore che si rinnova il 29 aprile 2009, quando Benedetto XVI riceve in udienza una delegazione di aborigeni canadesi. Durante l’incontro si parla, tra l’altro, delle violenze fisiche e sessuali inflitte ad alcuni dei bambini autoctoni che frequentavano le scuole cosiddette “residenziali” istituite a fine Ottocento dal governo federale canadese e in parte gestite dalla Chiesa locale.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La De Filippi esagera: è l&#8217;ora di reagire  di Ezio Aceti di michael</title>
		<link>http://parliamone.prospettivapersona.it/2010/04/09/la-de-filippi-esagera-e-lora-di-reagire-di-ezio-aceti/comment-page-1/#comment-30</link>
		<dc:creator>michael</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 21:03:38 +0000</pubDate>
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		<description>ottima analisi, professore! Oggi l&#039;ho seguita alla magnifica lezione che ha tenuto all&#039;università bicocca e mentre esponeva queste lamentele ero orgoglioso di non essere l&#039;unico a pensare a ciò!

mike</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ottima analisi, professore! Oggi l&#8217;ho seguita alla magnifica lezione che ha tenuto all&#8217;università bicocca e mentre esponeva queste lamentele ero orgoglioso di non essere l&#8217;unico a pensare a ciò!</p>
<p>mike</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cambiare art. 1 della Costituzione italiana di nickdida</title>
		<link>http://parliamone.prospettivapersona.it/2010/01/04/cambiare-art-1-della-costituzione-italiana/comment-page-1/#comment-5</link>
		<dc:creator>nickdida</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 09:56:00 +0000</pubDate>
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		<description>Faccio presente che già dalla fine degli anni Ottanta ho proposto in diversi articoli e libri (tra cui “Il linguaggio della madre”, Città Nuova Roma 1994, p.150ss) la sostituzione dell’art. 1 con:
“L’Italia è una Repubblica fondata sulla solidarietà”
Penso sia più appropriato per un popolo-nazione rispetto a Libertà, mentre condivido il “rispetto della persona”. Prego diffondere la notizia
Buon lavoro
Giulia Paola Di Nicola
www.prospettivapersona.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio presente che già dalla fine degli anni Ottanta ho proposto in diversi articoli e libri (tra cui “Il linguaggio della madre”, Città Nuova Roma 1994, p.150ss) la sostituzione dell’art. 1 con:<br />
“L’Italia è una Repubblica fondata sulla solidarietà”<br />
Penso sia più appropriato per un popolo-nazione rispetto a Libertà, mentre condivido il “rispetto della persona”. Prego diffondere la notizia<br />
Buon lavoro<br />
Giulia Paola Di Nicola<br />
<a href="http://www.prospettivapersona.it" rel="nofollow">http://www.prospettivapersona.it</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Siamo tutti &#8220;fans&#8221; dei trans? di Giulia Paola Di Nicola</title>
		<link>http://parliamone.prospettivapersona.it/2009/11/25/siamo-tutti-fans-dei-trans/comment-page-1/#comment-2</link>
		<dc:creator>Giulia Paola Di Nicola</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:30:06 +0000</pubDate>
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		<description>Ma quanti sono i trans? E perchè tanti brasiliani? 
Quanto alle donne: dato che pare ci siano tanti uomini che preferiscono le trans, dopo la mancata visibilità femminile  nel campo sociale politico e del potere ecco ora la loro decadenza nel campo sessuale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma quanti sono i trans? E perchè tanti brasiliani?<br />
Quanto alle donne: dato che pare ci siano tanti uomini che preferiscono le trans, dopo la mancata visibilità femminile  nel campo sociale politico e del potere ecco ora la loro decadenza nel campo sessuale!</p>
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